Dark (Stagione 1)

Recensione

7.2

Una buona prima stagione per un mix di atmosfere dark, fantascienza e misticismo che strizza l'occhio a Twin Peaks di David Lynch senza, purtroppo, raggiungerne la complessità nè l'ironia. Il tentativo di posizionare la religione cattolica come soluzione e non come antagonista la rovina un po' con spiegazioni troppo fiabesche ma il livello è comunque abbastanza elevato.

Storia7.0
Regia7.5
Fotografia7.5
Interpretazione7.0
Originalità7.0
Effetti speciali7.0
Reader Rating: ( 1 vote ) 7.7

Dark è sicuramente una serie elegante e sebbene questo sia un aggettivo strano per una serie sospesa tra fantasy e fantascienza, crediamo sia quello più appropriato perchè il mix che scaturisce dall’incrocio tra i freddi boschi della Germania, il misticismo che la attraversa e la fantascienza danno un tocco molto particolare che ricorda, e questo forse era anche il suo obbiettivo, il Twin Peaks di David Lynch.

La storia ci parla della sparizione di un bambino durante una avventura notturna con degli amici e dei ragazzi più grandi, sparizione che fa seguito a quella di un altro ragazzo per la quale la cittadina tedesca di Winden era già in tensione. Il ritrovamento di un altro bambino, questa volta morto e con il volto sfigurato ben presto evidenzierà un collegamento tra questi avvenimenti ed un misterioso esperimento che viene condotto in una camera sotterranea e che sembra causare la morte dei suoi partecipanti, tutti giovani. Inizieranno poi a palesarsi strani collegamenti tra passato e presente e persino il futuro.

Le ambientazioni e il modo in cui la trama si svolge, almeno prima delle ultimissime puntate, è molto interessante. L’abbiamo definito elegante perchè sia la recitazione che le ambientazioni riescono a trasmettere la sensazione di smarrimento che si prova nel collegamento tra presente e passato e il mix tra un certo misticismo che ricorda le serie noir (dark, appunto) e la fantascienza che in fondo sottende a tutto è ben riuscito. Definirla lynchana è un ottimo complimento per la serie.

Paradossalmente ciò che rovina poi la serie è il forzato richiamo verso la religione cristiana che normalmente in queste serie viene di solito utilizzata come antagonista di qualcosa di malvagio, magari satanico ma in generale antagonista della religione ufficiale, e che invece gli autori tentano di incastrare nella spiegazione “ufficiale” degli avvenimenti. Da una parte c’è quindi la Scienza e la fantascienza che fanno da sfondo e dall’altra la religione che quasi spiega gli eventi scientifici invece che essere il contrario. Da qui la ricorrenza numerologica (il 3 come richiamo alla trinità cristiana ed il 33 per gli anni di Gesù) che invece di essere chiarita dalla Scienza invece pretende di legittimarla.

Da questo tentativo discende anche il vero difetto della storia della serie e cioè il riprendere lo schema dei viaggi nel tempo come sistema circolo chiuso di eventi che possono influenzarsi tra di loro, uno schema reso caricaturale da film come Ritorno al Futuro. Per inserire Dio nell’equazione e accreditare l’esistenza di un mistico Piano si deve credere nel destino e quindi in eventi immutabili che vengono decisi da una autorità superiore e questo significa che andando indietro nel tempo io potrò variare gli eventi del futuro e, per esempio, se uccido mio padre non nascerò mai.

Questa impostazione della visione dei viaggi del tempo, oltre a non essere più considerata valida, rende poi caricaturale le puntate finali in cui i personaggi fanno a gara per influenzare il passato per ridisegnare il presente e a volte il futuro. Anche la semplicità con cui i personaggi accettano come basti passare una porta per viaggiare nel tempo e decidano di trarne vantaggio, insieme con il trucco mai passato di moda di giustificare tutto con una presunta connessione tra altre forze e l’energia prodotta da una centrale nucleare ed in particolare con i suoi residui finiscono per rendere più fumettesca la fine della stagione.

Una serie comunque di buona fattura e che vale la pena di essere vista nonostante al climax usi poi spiegazioni semplicistiche e trucchi narrativi molto semplici e si perda quindi un po’.

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